7) Bonhoeffer. Responsabilit  per l'altro: l'amore si fa carico
del peccato .
Bonhoeffer ci mostra come il vero amore, manifestato una volta per
tutte nell'azione di salvezza del Cristo, si assume in modo
solidale il peccato dell'altro. Solo un'etica, che si rifaccia
costantemente al comandamento dell'amore, non corre il rischio di
mortificare l'uomo attraverso l'astrattezza di una norma sotto la
quale e in vista della quale l'uomo debba vivere. La rivelazione
di Dio in Cristo annuncia che l'uomo pu essere veramente libero e
vivere di una vita vera quando dona totalmente la sua vita al
prossimo.
D. Bonhoeffer, Etica..

 Da quanto abbiamo detto risulta che la struttura dell'azione
responsabile richiede la disposizione a prendere su di s la colpa
e implica la libert.
Se volgiamo nuovamente lo sguardo verso l'origine di ogni
responsabilit vediamo chiaramente che cosa si debba intendere per
assunzione di colpa. Ges non si occupa della proclamazione o
della realizzazione di nuovi ideali etici, e neppure della sua
propria bont (Mt. 19, 17), ma esclusivamente dell'amore per
l'uomo reale; perci pu entrare nella comunione della colpa degli
uomini e addossarsene il peso. Ges non vuole apparire, a spese
degli uomini, come il solo individuo perfetto, non vuole essere
l'unico uomo esente da colpa, che guarda con sprezzo l'umanit
soccombente al peccato, non vuole che una qualsiasi idea di uomo
nuovo trionfi sulle rovine di un'umanit distrutta per colpa
propria. Non vuole assolvere s stesso dal peccato per il quale
gli altri uomini periscono. Un amore che abbandonasse l'uomo nel
suo peccato non sarebbe un amore rivolto all'uomo reale. Operando
responsabilmente nell'esistenza storica degli uomini, Ges si fa
colpevole. Null'altro che il suo amore, si noti, lo fa incorrere
nella colpa. Per il suo amore disinteressato Ges abbandona la
propria perfezione ed entra nella colpa umana per caricarsene.
L'assenza di peccato e il caricarsi del peccato altrui sono in lui
due fatti inseparabili. Ges, che  senza peccato, prende su di s
quello dei suoi fratelli, e appunto nel portare quel peso dimostra
di essere egli stesso senza peccato. Qualsiasi azione
sostitutivamente responsabile ha dunque origine in Ges Cristo,
l'innocente colpevole. Se e in quanto tale azione sia veramente
responsabile, esclusivamente preoccupata dell'altro, e procedente
da amore disinteressato per l'uomo reale, per il fratello, essa
non pu volersi sottrarre alla solidariet con il peccato umano.
Ges ha portato su di s la colpa di tutti gli uomini, perci
chiunque agisce responsabilmente diventa colpevole. Colui che
essendo responsabile vuol sottrarsi alla colpa si separa in pari
tempo anche dal mistero redentore di Ges Cristo, l'innocente che
prende su di s il peccato, e non partecipa alla giustificazione
che si fonda su quell'evento. Egli attribuisce maggior valore alla
propria innocenza che alla responsabilit per gli uomini, e non
vede la colpa tanto pi imperdonabile di cui cos si carica, non
vede che la vera innocenza si manifesta appunto nell'essere
solidali con la colpa di un altro uomo per amor suo. Il fatto che
l'innocente amando disinteressatamente diventa colpevole , in
Ges Cristo, parte essenziale dell'azione disinteressata.
D. Bonhoeffer, Etica, Fabbri-Bompani-Sonzogno-Etas,.Milano, 1983,
pagine 202-203.
